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AERMACCHI MB326 / MB339 (Italia)
Addestratori avanzati e caccia leggeri

Profilo storico

Uno dei velivoli militari progettati in Italia nel dopoguerra più riusciti e famosi, è senza dubbio l'Aermacchi MB-326 "Macchino", progettato e sviluppato dall'ing. Ermanno Bazzocchi. Agli inizi degli anni cinquanta, si scelse in Italia, di far svolgere ai futuri piloti da combattimento, tutto l'iter addestrativo impiegando velivoli a reazione. Nacque così questo addestratore (primo volo 10 Dicembre 1957), utilizzato dall'AM in oltre 130 esemplari di varie versioni. Entrò in servizio con il reparto scuola dislocato a Lecce/Galatina nel 1962 e rimase in servizio presso moltissimi reparti italiani fino ai primi anni novanta. Le doti di questo addestratore italiano, consentirono un buonissimo successo di vendite anche all'estero, portando alla costruzione su licenza dell'aereo in Australia (MB-326H), Brasile (AT-26 Xavante) e Sudafrica (Impala Mk.1). Fu sviluppata anche una versione monoposto da attacco al suolo e contro-guerriglia, denominata MB-326K, dotata di motore più potente (Viper 632-43) e nuova strumentazione, con armamento costituito da due cannoni da 30mm e fino a 1.814 chili di armamento di caduta.
Negli anni settanta, a seguito di un contratto emesso dall'AM per sviluppare un sostituto del "Macchino", l'Aermacchi presentò, tra i tanti studi effettuati, anche l'MB-339, derivato direttamente dal suo predecessore MB-326, del quale conservava buona parte della cellula ed il motore Viper potenziato.
Il nuovo aereo da addestramento aveva una sezione di fusoliera completamente ridisegnata nella parte anteriore, con il il posto di pilotaggio a due posti scalati in altezza, per conferire la migliore visibilità ad entrambi i piloti, soprattutto all'istruttore seduto solitamente nel seggiolino posteriore. L'MB-339A entrò in servizio con l'aeronautica militare italiana nel 1978 (primo volo il 12 Agosto 1976) e le ottime prestazioni generali del nuovo trainer consentirono un notevole salto di qualità rispetto al precedente MB-326, tant'è che anche la pattuglia acrobatica Frecce Tricolori adottò il nuovo velivolo (1982). L'MB-339 è stato esportato in otto paesi e fu sviluppata per l'estero anche una versione monoposto da attacco, seguendo la stessa filosofia riservata al "Macchino", chiamata MB-339K. Sfortunatamente, questo piccolo caccia-bombardiere, adatto anche alla difesa aerea di punto, non incontrò il favore del mercato e venne subito abbandonato.
Dal 1997 è disponibile una nuova versione dell'MB-339, siglata -CD (Completamente Digitale). Questa variante è dotata di strumentazione digitale ed avionica avanzata ed è destinata all'addestramento degli equipaggi che presteranno servizio nella nostra forza aerea sui caccia di nuova generazione, quali l'EF-2000 Typhoon (Eurofighter).

Note

Versioni prodotte: 13 (MB-326), 7 (MB-339).
Totale esemplari costruiti: 763 (MB-326), 260 circa (MB-339CD, ancora in produzione).

Specifiche tecniche: modello MB-326

Dimensioni

Lunghezza mt. 10,60 - Altezza mt. 3,70 - Apertura alare mt. 10,50 - Superficie alare mq. 19

Pesi

A vuoto kg. 2.237 - Massimo al decollo kg. 3.765

Impianto propulsivo

Un turbogetto Rolls Royce Viper-11 da 1.134 kg/s

Prestazioni

Velocità massima 806 km/h - Tangenza pratica mt. 12.500 - Autonomia massima km. 1.665

Armamento

nessuno

Paesi utilizzatori

Italia - Argentina - Australia - Brasile - Dubai - Ghana - Paraguay - Sud Africa - Togo - Tunisia - Zaire - Zambia

Specifiche tecniche: modello MB-339A

Dimensioni

Lunghezza mt. 10,90 - Altezza mt. 3,90 - Apertura alare mt. 10,80 - Superficie alare mq. 19,30

Pesi

A vuoto kg. 3.125 - Massimo al decollo kg. 5.900

Impianto propulsivo

Un turbogetto Rolls Royce Viper 632-43 da 1.814 kg/s

Prestazioni

Velocità massima 897 km/h - Tangenza pratica mt. 14.630 - Autonomia massima km. 2.110

Armamento

Fino a 1.800 chilogrammi di carichi esterni, compreso il pod-cannone da 30mm ad una canna

Paesi utilizzatori

Italia - Argentina - Ghana - Malesia - Nuova Zelanda - Nigeria - Perù - Emirati Arabi Uniti

TOTALE IMMAGINI: 12.

Il "Macchino" MB-326 ha servito presso l'AM italiana per circa trent'anni. L'aereo ha svolto essenzialmente compiti di addestramento, ma ha prestato servizio presso molti reparti con le squadriglie dedicate al collegamento. Ha operato anche presso il Reparto Sperimentale Standardizzazione e Tiro Aereo - RSSTA di Pratica di Mare e Decimomannu.
(Foto Archivio Toresani - Aeropics Collection)

Primo addestratore a getto dell'AMI, sostitui i vecchi addestratori primari ad elica T-6 Texan, quando si passò alla formula addestrativa "jet ab initio" con l'uso del jet anche per le prime fasi dell'iter formativo degli allievi. Tutti gli MB-326 hanno portato la caratteristica livrea arancione tipica degli addestratori italiani fino agli novanta del secolo scorso.
(Foto F. Gualdoni - Cameri AB)

  
  
 
 

Tra le varianti dedicate all'esportazione, la MB-326K monoposto era quella dedicata al combattimento, con capacità di attacco al suolo per i ruoli CAS (Close Air Support), COIN (antiguerriglia) e antinave. Gli esemplari argentini in servizio con l'Armada, sebbene biposto, avevano le stesse capacità operative.
(Foto Archivio Toresani - Aeropics Collection)

Evoluzione del 326, l'MB-339 è tra i migliori velivoli della categoria, con il britannico British Aerospace Hawk. Affidabile, veloce e maneggevole, è anche sufficientemente economico nella gestione e consente il passaggio veloce da una configurazione all'altra, con l'impiego di vario tipo di armamento, sia per missioni aria-aria che aria-suolo.
(Foto A. Toresani - Rivolto AB)

L'MB-339A (la prima versione del trainer) è in servizio con l'AMI in oltre cento esemplari, quasi tutti incorporati con il 61° stormo di Lecce Galatina, la scuola-volo militare italiana. Secondo necessità, molti velivoli vengono poi dislocati presso i vari gruppi di prima linea.
(Foto F. Gualdoni - Cameri AB)

Gli equipaggi allievi dell'AM volano giornalmente, visitando spesso anche aeroporti civili del nostro paese. L'esemplare qui sopra raffigurato è stato fotografato a Bergamo Orio al Serio, in procinto di atterrare, per alcuni "touch and go" addestrativi.
(Foto A. Toresani - Bergamo Orio al Serio)

Gli MB-339 italiani sono abituali frequentatori delle principali installazioni addestrative. Qui sopra, un esemplare ritratto in rampa a Decimomannu.
(Foto A. Toresani - Decimomannu AB)

Il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare ha in organico alcuni esemplari del trainer costruito dall'Aermacchi, i quali vengono presentati in volo presso molte delle principali manifestazioni aeree d'Europa.
(Foto A. Toresani - ILA Berlin Airshow 2004)

Nel particolare qui sopra, si nota la sonda fissa per il rifornimento in volo che equipaggia l'ultima versione dell'MB-339, la -CD (Completamente Digitale).
(Foto A. Toresani - ILA Berlin Airshow 2004)

L'MB-339 equipaggia la pattuglia acrobatica nazionale PAN - Frecce Tricolori, con base a Rivolto/Udine.
(Foto A. Toresani - Rivolto AB)

Le Frecce Tricolori (313° gruppo AMI) sfruttano appieno le doti di volo di questo eccellente addestratore avanzato. Maneggevolezza, velocità ed affidabilità permettono spettacolari evoluzione che sono peculiarità del programma di volo della pattuglia acrobatica italiana.
(Foto A. Toresani - RAF Fairford)

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