L'AVIAZIONE NELLA STORIA

La Battaglia d'Inghilterra.

Dall'inizio del mese di Luglio del 1940 e fino al 31 Ottobre del 1941, si è combattuta sopra i cieli della Manica e la Gran Bretagna, la campagna aerea denominata storicamente "Battaglia d'Inghilterra", il più importante evento bellico con protagonista l'aeronautica di tutta la seconda guerra mondiale.
Per circa quattro mesi, senza risparmio di energie, si sono affrontate le forze aeree della RAF britannica (Royal Air Force) e della Luftwaffe tedesca. Le due aeronautiche, con diverse strategie e tattiche, cercavano il raggiungimento dei propri obiettivi: quella inglese, opponendo strenua resistenza, cercava di evitare l'invasione dell'isola da parte dell'esercito del Terzo Reich comandato da Hitler, per il quale, gli aviatori tedeschi avevano il compito di preparare il terreno a tale operazione, distruggendo la difesa aerea inglese e fiaccando la popolazione con il bombardamento delle città. La battaglia terminò con un pieno successo da parte dell'aviazione britannica, che mantenne il controllo aereo della Manica e segnò un punto di svolta importante a favore delle forze alleate nel corso della guerra, costringendo Hitler a rinunciare al piano di invasione dell'Inghilterra.


Una ricostruzione, reale, dei duelli aerei tra Luftwaffe e RAF.

Premessa.
Dal 1° Settembre 1939, inizio ufficiale del secondo conflitto mondiale, la politica espansionistica e la conseguente azione militare d'invasione messa in atto da Hitler, non aveva ancora trovato la giusta opposizione, ne diplomatica, ne militare. Questo portò come conseguenza all'occupazione, da parte delle truppe tedesche di altri territori (Cecoslavacchia, Austria e Danimarca) dopo la Polonia (troppo debole per opporsi alla "blitzkrieg") senza trovare, in pratica, alcun tipo di resistenza militare. Con l'allargamento del conflitto verso ovest, la Germania dovette però prepararsi a climi militari diversi, come sarebbero state le campagne del Benelux e di Francia, con l'importante presenza sul continente dell'esercito di sua Maestà britannica.
Nonostante la grande resistenza e le epiche battaglie combattute, la resa francese sopraggiunse nel Giugno del 1940, con l'evacuazione degli inglesi a Dunkerque. La convinzione di Hitler riguardo ad una imminente resa della Gran Bretagna venne comunque disattesa, con i negoziati successivi che videro invece una strenua opposizione da parte del primo ministro inglese Winston Churchill, il quale, rifiutando una ipotesi di armistizio proposta dai tedeschi,  nel suo discorso del 18 giugno 1940 alla Camera dei Comuni inglese affermò: "Quella che il generale Weygand ha chiamato la Battaglia di Francia è finita. Mi aspetto ora che stia per iniziare la Battaglia d'Inghilterra".
In conseguenza al rifiuto netto da parte inglese, Hitler pianificò con il suo stato maggiore l'invasione dell'Inghilterra (operazione "Leone Marino") per costringere la potenza inglese a raggiungere un accordo di cessazione delle ostilità ed il riconoscimento della supremazia germanica sull'Europa. In preparazione a questo scopo, il feldmaresciallo dell'aria Hermann Göring capo della Luftwaffe, garantì ad Hitler il pieno controllo dei cieli per la data prevista degli sbarchi, e cioè per la metà del mese di Settembre 1940. Mentre si davano inizio ai preparativi dell'invasione, gli aerei di Göring dovevano preparare la "strada", raggiungendo come obiettivo, il pieno controllo dei cieli.


Un pilota inglese si dirige al suo Spitfire per una missione notturna.

Le strategie.
Agli inizi dell'estate del 1940, RAF e Luftwaffe risultavano pronte a fronteggiarsi, anche se entrambe avevano subito perdite importanti in Francia e più in generale, nei primi mesi di guerra sul continente. La perdita di molti degli equipaggi più esperti aveva obbligato la RAF ad arruolare piloti provenienti dai paesi alleati (Polonia, Australia, Francia e Stati Uniti), mentre la Luftwaffe si trovava alle prese con personale sempre più giovane e poco addestrato. Riguardo la quantità di aerei, la Luftwaffe disponeva di oltre 2.600 aeroplani da combattimento (tra caccia e bombardieri). La RAF mise in campo l'intera produzione di caccia che il paese aveva saputo preparare: 640 aerei.
La disparità di forza, costrinse gli inglesi a studiare tattiche di combattimento e strategie organizzative che potessero annullare il "gap". Fondamentale, fu il sistema di avvistamento ed allarme radar studiato dall'Air Chief Marshall sir Hugh Dowding.
I primi rilevamenti degli aerei attaccanti in arrivo provenivano dalle stazioni di avvistamento radar, le quali erano distribuite lungo le coste inglesi, con gli addetti che telefonavano, in caso di avvistamento, al Comando Operazioni. Gli incursori tedeschi, una volta oltrepassate le stazioni radar (che avevano le antenne puntate esclusivamente verso il mare), erano presi in carico dagli "avvistatori" dotati di binocoli. Le informazioni, valutate e integrate dalla "Sala Filtro" erano poi passate alla Sala Operativa del Comando Caccia, a quella del Group e a quelle di tutti i settori interessati. Ogni Sala Operativa aveva il proprio "tavolo a mappa", con grandi mappe sulle quali le formazioni delle forze in campo erano rappresentate da pedine la cui posizione era continuamente aggiornata sulla base delle informazioni che man mano affluivano. Nella sala operativa del Gruppo Caccia, il controllore di turno decideva quale settore doveva contrastare l'incursione e quanti intercettori bisognava far intervenire. Il controllore del settore coordinava le squadriglie alle sue dipendenze, ordinando i vari livelli di prontezza operativa o il decollo su allarme.
La responsabilità della difesa dello spazio aereo inglese fu ripartita tra più Gruppi Caccia: il 10° Gruppo, responsabile della difesa del Galles e dell'Inghilterra occidentale, era comandato dal Vice Maresciallo dell'Aria Sir Quintin Brand; l'11° Gruppo copriva il Sud-Est dell'Inghilterra e le vitali rotte di accesso a Londra ed il suo comandante era il Vice Maresciallo dell'Aria Keith Park; il 12° Gruppo era comandato dal Vice Maresciallo dell'Aria Trafford Leigh-Mallory, con la responsabilità della difesa delle isole Midlands e dell'East Anglia; infine, il 13° Gruppo copriva il nord dell'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda del Nord, comandato dal Vice Maresciallo dell'Aria Richard Saul. Tutti questi "groups" erano formati dagli "squadrons", ai quali venivano destinati specifici settori di operazione.
Nonostante alcuni inevitabili limiti, il Comando caccia della RAF riuscì a raggiungere alti livelli di efficienza, riuscendo ad ottenere anche tassi di intercettazione superiori all'80%. I problemi connessi alle radiotrasmissioni in fonia furono risolti più avanti nel corso della battaglia con l'adozione di apparati radio operanti in frequenza altissima (Very High Frequency-VHF), che premettevano comunicazioni in fonia più chiare, avevano una portata maggiore e consentivano l'uso di più canali. Pur con tutti i suoi difetti, la RAF aveva comunque un sistema di controllo a terra che consentiva ai suoi caccia di essere là dove servivano.
Nelle fasi iniziali della battaglia, la RAF (con l'11° Gruppo Caccia, principale protagonista delle battaglie aeree) fu ostacolata dalla eccessiva fiducia riposta in tattiche di combattimento ormai obsolete, le quali costringevano i piloti a volare in rigide formazioni di tre aerei dette 'vics', in cui il leader e le due ali volavano in formazione ravvicinata e alla stessa quota, con il risultato di ostruirsi a vicenda la visuale. Gli attacchi venivano ancora condotti secondo procedure definite prima della guerra e che non tenevano conto né delle caratteristiche dei nuovi caccia ora disponibili né del modo di combattere dei piloti della Luftwaffe. I piloti tedeschi soprannominarono le "vics" "Idiotenreihen" ("fila degli idioti") perché rendevano gli Squadron inglesi più vulnerabili agli attacchi. I tedeschi usavano invece la formazione a quattro (con gli aerei scalati in quota), meno rigida e più flessibile, chiamata "quattro dita" ('finger four') e messa a punto durante la Guerra di Spagna. In seguito anche i piloti della RAF adottarono, con successo, la formazione tedesca.


Mappa delle principali installazioni di difesa inglesi.


Un pilota inglese ritratto a bordo di un caccia Spitfire.

La Luftwaffe, paradossalmente, era influenzata dalle teorie del bombardamento strategico e fu questa la principale linea di condotta scelta per le operazioni sull'Inghilterra. Era, come dimostrato dalle sue stesse risorse (che non presentavano ne un gran numero di bombardieri, ne macchine di questo tipo efficaci e potenti) una partenza ad "handicap" per l'aviazione tedesca. Ciò nonostante, la prima fase delle operazioni dedicata all'affondamento del naviglio mercantile diretto in Inghilterra, fece ben sperare i tedeschi. Gli Stukas e gli altri bombardieri della Luftwaffe causarono ingenti danni nei primi giorni di bombardamenti, affondando sia in mare aperto che nelle installazioni portuali della costa meridionale dell'isola britannica, numerose navi da trasporto ed imbarcazioni minori. I combattimenti aerei si svolgevano sui cieli del canale della Manica, con i tedeschi in grado di operare per parecchi minuti e quindi ben difendere le formazioni dei bombardieri.
Terminata questa prima fase, la Germania passò alla successiva, che prevedeva i bombardamenti portati molto dentro il territorio britannico, con obiettivi principali gli aeroporti della RAF, basi dei caccia da intercettazione. Come dicevamo, la carenza di macchine da bombardamento ad "hoc" non portarono, da subito, i risultati sperati. Gli assetti tedeschi destinati a queste missioni, finivano per essere decimati dai caccia inglesi. E le cose peggiorarono ulteriormente quando il comando inglese decise per un dislocamento delle basi-caccia, ancor più verso nord, praticamente al limite dell'autonomia (o addirittura fuori dalla portata) dei caccia-scorta tedeschi.
I bombardamenti strategici contro gli aeroporti inglesi durarono per tutto il mese di Agosto. Dal 7 settembre 1940 in poi, con la sconfitta sempre più vicina, la Luftwaffe di Göring, su ordine diretto di Hitler, iniziò la campagna di bombardamenti terroristici sulla capitale Londra e le altre città inglesi. Alla fine di Ottobre, la Germania interruppe i massicci bombardamenti. Le enormi perdite, tuttavia, non scalfirono l'orgoglio tedesco e la guerra si spostò e crebbe di intensità su tutti gli altri fronti del vecchio continente.
Nel complesso la Battaglia d'Inghilterra fu una significativa vittoria britannica. Gli studiosi moderni hanno suggerito, come già accennato, che fosse impossibile per la Luftwaffe vincere la battaglia: la semplice superiorità numerica non bastava per acquisire il dominio dell'aria. La strategia di Dowding e Park, cioè scegliere quando affrontare il nemico e nel frattempo mantenere una forza coerente, si mostrò corretta. Le teorie favorevoli al bombardamento strategico, che facevano affidamento sul collasso morale del nemico, furono contraddette dalla resistenza inglese di fronte agli attacchi diurni e notturni. Lo spostamento verso i bombardamenti terroristici permise all'aeronautica inglese di riprendersi e di difendere il proprio spazio aereo. Anche se gli attacchi contro le basi dell'11° Gruppo continuarono, la RAF poté ritirarsi più a nord, fuori dal raggio d'azione dei caccia tedeschi e proseguire da lì la battaglia per la distruzione dei bombardieri. I documenti analizzati nel dopoguerra mostrano che le perdite inglesi vennero rimpiazzate più velocemente rispetto a quelle tedesche: la RAF mantenne quindi, la propria consistenza, mentre quella della Luftwaffe subì un ridimensionamento notevole, sia in termini di mezzi che di uomini.
La vittoria alleata nella Battaglia d'Inghilterra rincuorò e rafforzò tutti i nemici del Nazismo e la Gran Bretagna divenne la roccaforte alleata. Da lì, nel Giugno del 1944, partì l'Operazione "Overlord", atto finale della sconfitta tedesca e della fine della guerra in Europa.


Un caccia inglese Hawker Hurricane.

Gli aerei inglesi.
Le analisi effettuate nel dopoguerra dagli esperti storici, mostrano che tra il Luglio ed il settembre del 1940 la RAF perse 1.023 caccia intercettori, mentre gli aerei persi dalla Luftwaffe furono in totale 1.887, di cui 873 erano caccia di scorta. Alle perdite della forza aerea inglese, vanno aggiunti anche 376 aerei del Comando Bombardieri e 148 del Comando Costiero, persi in missioni di bombardamento, pattugliamento costiero e di posa mine.
All'inizio delle ostilità, la linea caccia della RAF era formata dai caccia biposto Bolton Paul P.82 Defiant, dai caccia d'attacco e difesa aerea Hawker Hurricane e Supermarine Spitfire. Altri velivoli da combattimento disponibili, ma usati per la difesa in misura minore, furono i Bristol Beaufighter e Blenheim, mentre i biplani Gloster Gladiator, sebbene disponibili in gran numero e relativamente nuovi, non venivano considerati all'altezza dei caccia tedeschi dell'epoca.
L'aereo più importante e protagonista assoluto della vittoria inglese, fu senza dubbio lo Spitfire, impiegato esclusivamente, per questa battaglia, come intercettore. I modelli impiegati erano quelli delle serie Mk.I (costruiti dalla Supermarine Aviation Works) e Mk.II (prodotti a Castle Bromwich dalla Vickers-Armstrongs): entrambi segnavano le varianti A i modelli da caccia con 8 mitragliatrici e le varianti B caccia-bombardiere con due cannoncini alari da 20mm e solo quattro mitragliatrici. Entrambi i modelli disponevano di motore Merlin, ma la serie II poteva sfruttare una maggiore potenza in cavalli (1.175 contro 1.030). Tutti questi Spitfire avevano un tettuccio bombato di maggiori dimensioni rispetto ai primi caccia prodotti, caratteristica determinante per la visibilità durante il "dogfight".
Altro importante aereo impiegato fu l'Hurricane. In questa circostanza, il Comando Caccia della RAF riservava ai piloti di Hurricane la distruzione dei bombardieri, per lasciare ai piloti dei più agili Spitfire il compito di impegnare i caccia di scorta tedeschi. Il caccia della Hawker era potentemente armato (soprattutto dalle varianti Mk.IIB e successive) ed era un grande incassatore, robusto ed affidabile. In seguito, per tali caratteristiche e la grande disponibilità di altri caccia da difesa aerea più veloci e maneggevoli, venne destinato al ruolo di caccia-bombardiere (Hurricane Mk.IIC armato solamente con quattro cannoni da 20mm e Mk.IID con due cannoni e due mitragliatrici).

Elenco aerei Royal Air Force
Supermarine Vickers Spitfire
Hawker Hurricane
Gloster Gladiator
Bristol Blenheim
Bristol Beaufighter
Bolton Paul Defiant


Hawker Hurricane Mk.IA


Supermarine Spitfire Mk.IIA
 

Gli aerei tedeschi.
Dopo la fine della prima guerra mondiale, l'apparato industriale della Germania era praticamente inesistente. Il sistema difensivo della nazione era stato praticamente azzerato dalle sorti del conflitto ed il caos regnava tra la popolazione. L'avvento del nazional-socialismo ha, come sappiamo, permesso il riarmo, portando l'esercito, la marina e l'aviazione tedesche a livelli eccelsi. Alla vigilia dell'invasione della Polonia, la Germania poteva contare su di un apparato bellico imponente, sia numericamente che qualitativamente.
La Luftwaffe aveva una flotta completa, che contava migliaia di aeroplani di ogni tipo. Se vogliamo, la carenza più significativa poteva riguardare la componente da bombardamento strategica, con l'assenza pressoché totale di bombardieri pesanti. Come abbiamo già accennato, questo è risultato poi determinante nella campagna bellica qui descritta.
Nel ruolo da difesa e scorta aerea, l'aviazione del maresciallo Göring era formata dalle prime versioni del Messerschmitt BF-109, delle quali la più efficiente e moderna era la -E ("Emil"). Questa era dotata di motore più potente rispetto alle serie -B, -C e -D del caccia progettato da Willy Messerschmitt. Nel primo anno di guerra, il BF-109 non trovò rivali tra gli aerei alleati, imponendosi con facilità in ogni duello aereo. Tra le caratteristiche che lo avvantaggiavano vi erano le ridotte dimensioni, la facilità ed economicità della produzione, la grande accelerazione, la velocità di cabrata e di picchiata e l'ottima manovrabilità. Quasi tutti gli esemplari di BF-109E furono inoltre equipaggiati con due o tre cannoni da 20mm di calibro, con una potenza di fuoco e portata maggiori rispetto ad una batteria costituita da 8 mitragliatrici. L'Emil aveva anche qualche difetto, accentuati poi dalle sfide con il temibile Spitfire. Sebbene poteva manovrare meglio rispetto al caccia inglese, i problemi causati dagli alettoni e dagli slats (i quali si aprivano involontariamente durante le virate strette) obbligavano i piloti tedeschi a distrarsi dal combattimento, a tutto vantaggio dei cacciatori inglesi.
Un ruolo importante, soprattutto nelle prime fasi della battaglia, l'hanno ricoperto i vari tipi di caccia-bombardieri in flotta alla Luftwaffe. I vari BF-110 "Zerstörer", i Junkers JU-88, i Dornier 17 ed i vecchi JU-87 Stuka, causarono notevoli danni ed ingenti perdite. L'unico bombardiere medio impiegato in numero significativo negli attacchi strategici (ed in seguito "terroristici", condotti sulle città e la popolazione britannica) era l'Heinkel HE-111, un bimotore con quattro o cinque membri di equipaggio, in servizio dal 1935. Poteva viaggiare ad una velocità di 415 km/h e trasportava un carico bellico di circa 4.000 chilogrammi, tra le bombe sistemate nella stiva interna e quelle appese sotto le ali. Nella configurazione di carico massimo, l'aereo non superava i 330 km/h, ad una quota di appena 5.000, risultando un facile bersaglio per ogni caccia in inglese ed alleato. L'autonomia variava, a seconda del carico, da 1.200 a circa 2.000 chilometri, tra andata sull'obiettivo ed il ritorno alla base.
Disponibili in numero esiguo di esemplari, sono stati poi impiegati anche altri modelli di aerei militari tedeschi (vedi elenco sotto). Ricordiamo tra gli altri, il bombardiere quadrimotore Focke-Wulf FW-200 Comcord, l'unico con capacità veramente strategiche, ma afflitto da parecchi problemi che ne hanno pregiudicato l'impiego operativo.

Elenco aerei Luftwaffe
Messerschmitt BF-109
Messerschmitt BF-110
Junkers JU-87
Junkers JU-88
Dornier DO-17 e 18
Heinkel HE-111
Arado AR-196
Focke-Wulf FW-200
Heinkel HE-113 e 115
Dornier DO-215


Un caccia tedesco BF-109, ritratto ad una manifestazione aerea.


Messerschmitt BF-109E


Messerschmitt BF-110 Zerstörer


Junkers JU-88

 

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