
BRITISH AEROSPACE HARRIER / McDONNELL DOUGLAS AV8 (Gran Bretagna) CAccia-bombardiere a decollo ed atterraggio verticali 
Profilo storico | Il British Aerospace Harrier occupa un posto particolare nella storia dell'aviazione, essendo stato il primo progetto aeronautico ad utilizzare la tecnologia dedicata al volo verticale per un aeromobile ad ala fissa. Sviluppato originariamente in Gran Bretagna dalla British Aerospace prendendo spunto dal velivolo sperimentale Hawker Siddeley P.1127 Kestrel, l'Harrier è in servizio in diverse versioni con la RAF, la Royal Navy (anche se è prevista la radiazione di tutti i Sea-Harrier per i primi anni del nuovo secolo), i Marines statunitensi e le aviazioni di marina dell'Italia, della Spagna e dell'India. Il P.1127 iniziò i collaudi nel 1960, subendo successivamente alcune modifiche per rendere la macchina idonea all'impiego bellico, con l'adozione di travetti alari per il trasporto di armamento di caduta e motori più potenti. Il velivolo definitivo, denominato Harrier, volò la prima volta il 31 Agosto del 1966 e divenne operativo nel 1969. La RAF britannica acquisì 132 monoposto Gr.1 e 19 biposto da addestramento T.2, divenendo così la prima forza aerea a disporre di un velivolo da combattimento a decollo corto ed atterraggio verticale (VSTOL). Tra il 1971 ed il 1974, l'Harrier entrò in servizio anche con l'aviazione dei Marines statunitensi, con la denominazione AV-8A. I primi modelli di Harrier pronti per il combattimento erano equipaggiati con il motore R.R. Pegasus 102, derivato dal meno potente mod.101 che spingeva i primi prototipi. L'avionica e la strumentazione erano piuttosto semplici e si verificarono, soprattutto tra gli esemplari in servizio con l'USMC, numerosi incidenti che constrinsero ad aggiornare l'intera flotta di Harrier ed AV8. I nuovi caccia a decollo verticale aggiornati furono denominati Gr.3 in Gran Bretagna ed AV-8B negli Stati Uniti. Nel frattempo, anche l'India e la Spagna adottarono il caccia per le loro unità navali portaerei. Gli aggiornamenti destinati alle nuove versioni dell'Harrier comprendevano il più potente propulsore Pegasus 103, un designatore laser montato sul muso, un ricevitore d'allarme RWR ed un Head Up Display (HUD). La struttura dell'aereo, realizzata in alluminio nelle prime versioni e poi integrata in tempi più recenti dai materiali di tipo composito, lo rende capace di resistere ad accelerazioni di + 7,8 e - 4,2 g. Per il decollo e l'atterraggio verticali, l'Harrier dispone di quattro ugelli orientabili per la variazione della spinta. Questa possibilità risulta utile anche in combattimento, per improvvise decelerazioni o per inclinare l'aereo verso il basso senza "picchiare", aumentando notevolmente le capacità per il combattimento manovrato. La capacità STOVL permette inoltre al caccia di operare da qualsiasi luogo, anche se le non eccellenti doti di autonomia e alcune difficoltà di manutenzione rendono necessarie particolari strutture a terra vanificando così, almeno in parte, la capacità di dispersione sul territorio. La disponibilità di nuove tecnologie e la necessità di nuove capacità operative portò, verso la fine degli anni ottanta, allo sviluppo dell'Harrier II / AV-8B Plus, la cui caratteristica principale fu la nuova ala in materiali compositi (grafite epossidica). Di dimensioni più grandi e dotata di profilo supercritico, ipersostentari e LERX alle radici alari, consente prestazioni maggiori in termini di manovrabilità ed autonomia. Maggiore, risulta anche la capacità di trasporto del carico bellico. L'ultima versione dell'Harrier incorpora altre importanti migliorie, tra le quali segnaliamo la presenza di particolari superfici ad apertura variabile poste sotto la fusoliera e chiamate LID (Lift Enhancement device) che consentono di aumentare la spinta per i decolli corti e verticali. Il caccia può così aumentare il proprio carico bellico anche in queste particolari condizioni operative, garantendosi una migliore efficacia in combattimento. L'AV-8B Harrier Plus, è un velivolo da combattimento multiruolo, in grado di svolgere indifferentemente missioni di attacco al suolo ed intercettazione. E' stato acquistato in 16 esemplari (14 monoposto e due biposto) anche dall'aviazione della Marina Militare Italiana. Per la marina britannica Royal Navy, sono state invece adottate alcune varianti ad hoc denominate Sea-Harrier, tra le quali, l'ultima ad entrare in servizio è stata derivata dall'Harrier II ed identificata con la sigla FRS.2. | Note | Versioni prodotte: oltre 30. Totale esemplari costruiti: circa 870. |
Specifiche tecniche: modello Harrier GR.7 / AV-8B Plus |
Dimensioni | Lunghezza mt. 14,12 - Altezza mt. 3,56 - Apertura alare mt. 9,25 - Superficie alare mq. 21,37 |
Pesi | Normale operativo kg. 6.335 - Massimo al decollo kg. 14.060 | Impianto propulsivo | Un turbofan Rolls Royce Pegasus 11-61 (General Electric F402-RR-408A) da 10.800 chilogrammi di spinta | Prestazioni | Velocità massima km/h 1.132 - Autonomia di trasferimento km. 3.335 - Raggio d'azione tipico "hi-lo-hi" km. 1.250 | Armamento | Due cannoncini Aden da 30mm (Harrier II), un cannoncino GAU-12A da 25mm (AV-8B). Carico bellico massimo kg. 6.000, comprendente missili aria-aria e aria-superficie, bombe a caduta libera ed a guida laser. |
Paesi utilizzatori | Gran Bretagna (RAF) - Stati Uniti (Marines) - Italia - Spagna - India (Gr.3/Gr.5) |
TOTALE IMMAGINI: 16 
| Primo velivolo da combattimento a decollo verticale della storia, l'Harrier (AV-8 per gli Stati Uniti) ha introdotto nuove dottrine operative per le aeronautiche militari che lo hanno scelto. (Foto Boeing - All rights reserved) |
 |  | Concepito nell'ottobre del 1976 come versione migliorata del precedente Harrier, il Gr.7 rappresenta lo stadio finale dell'evoluzione di questa tipologia di velivoli da combattimento con caratteristiche VSTOL. L'Harrier II mod. Gr.Mk7 si differenzia dalla prima versione Gr.5 per le capacità di attacco notturno. (Foto A. Toresani - ILA Berlino 2004) | La RAF britannica ha ricevuto i primi Harrier II il 1° Luglio 1987. con esemplari nuovi di fabbrica. La flotta di Gr.5 già presenti in servizio è stata portata al nuovo standard successivamente. (Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005) |
 |  | Il corpo dei Marines statunitensi ha ricevuto circa 340 AV-8B, molti dei quali portati allo standard "Night Attack". Sono così stati sostituiti tutti i vecchi AV8 delle prime serie ed i rimanenti A-4 Skyhawk che, alla fine degli anni novanta servivano ancora con l'USMC. Il caccia fotografato qui sopra reca ancora la livrea mimetica a toni di verde e grigio introdotta per le operazioni nel teatro europeo all'epoca della "guerra fredda" ed apparteneva al VMA-513 "Flying Nightmares" basato sulla MCAS Yuma, in Arizona. (Foto Archivio Toresani - Aeropics Collection) | L'AV-8B Plus rappresenta, assieme all' F/A 18 Hornet ed al Grumman EA-6B Prowler, la componente ad ala fissa dei Marines, impiegati per il supporto BAI alle truppe di terra, partendo dalle unità navali porta-aeromobili del tipo LHA classe Tarawa e classe Iwo-Jima. Tutti gli Harrier statunitensi ora in servizio, hanno adottato la livrea a due toni di grigio. (Foto A. Toresani - Jacksonville / Florida 1998) |
 |  | La Marina Militare Italiana ha ricevuto i primi Av-8B Plus verso la fine del 1994. Gli aerei vengono impiegati ha bordo dell'incrociatore porta-aeromobili Giuseppe garibaldi, ammiraglia della marina italiana. Tutti i caccia sono incorporati nel 1° GRUPAER (Gruppo Aerei Imbarcati) con sede a Grottaglie/Taranto. (Foto A. Toresani - RIAT Fariford 2005) | Gli AV-8B italiani hanno partecipato a diverse missioni operative in ambito ONU. I simboli riportati su questo AV8 italiano della foto qui sopra (es-1-19), indicano lo sgancio di bombe vere. Il primo impiego "reale" è avvenuto nel 1995 in Somalia (United Shield), mentre il "battesimo del fuoco" giunge nell'Aprile 1999 durante l'operazione NATO "Allied Force", dopo aver partecipato anche ad alcune missioni in Albania (1997). Nel 2001, avviene l'ultimo e più recente impego in missioni "reali" in Afghanistan. (Foto A. Toresani - Decimomannu AB) |
 |  | Gli AV-8B italiani si addestrano presso la base sarda di Decimomannu, sede di un poligono ACMI. Nella foto qui sopra, è ripreso un decollo in coppia di due esemplari. (Foto A. Toresani - Decimomannu AB) | In questa immagine che riprende in dettaglio la parte posterior di fusoliera di un esemplare inglese di Gr.7, si notano il cono di poppa contenente il sistema di allarme radar RWR e l'aerofreno ventrale in posizione estesa, utilizzato durante l'atterraggio. (Foto A. Toresani - ILA Berlino 2004) |
 |  | La marina inglese Royal Navy aveva scelto l'Harrier per la sua flotta di aerei da caccia imbarcati, con la versione Sea Harrier impiegata con successo anche nella guerra delle Falkland / Malvinas. Attulmente sono in servizio una trentina di FRS.2, la variante drivata dall'Harrier II della RAF, ma ne è già stata decisa la radiazione, da attuarsi entro il 2010. (Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005) | Il biposto T.10 serve per l'addestramento operativo degli equipaggi destinati ai velivoli monoposto da combattimento ed è in servizio sia con la FAR che con la Royal Navy (vedi esemplare nella foto). (Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005) |
 |  | Anche la Spagna utilizza l'Harrier, impiegandolo da basi a terra od imbarcato sulla portaerei Principe de Asturias, unica unità navale di questo tipo in servizio nel paese iberico. Nella foto, un TAV-8A con la livrea in grigio chiaro tipica dei caccia a decollo verticale impiegati in Spagna. (Foto Archivio Toresani - Aeropics Collection) | I Sea Harrier della Royal Navy, sebbene concepiti per la difesa aerea della flotta, erano comunque in grado di svolgere altri tipi di missione, sfruttando appieno le capacità multiruolo del progetto. La sigla di identificazione FRS (Fighter-Reconnaissance-Strike) indica infatti i tre tipi di missione che l'aereo può svolgere, senza specifica preparazione. (Foto A. Toresani - RAF Fairford) |
 |  | Dettaglio sull'abitacolo di un AV-8B italiano. Si notino le sagome delle bombe ad indicare le sei missioni alle quali il velivolo a preso parte durante la campagna bellica del Kosovo. (Foto A. Toresani - Decimomannu AB) | Vista frontale di un Harrier della Marina Italiana. (Foto A. Toresani - Decimomannu AB) |

| Allinemaneto di FRS.2 Sea Harrier della Royal Navy inglese. Nel cono di coda sono alloggiate le apparecchiature ECM per l'autodifesa. (Foto A. Toresani - RAF Fairford) |


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