
La Royal Netherland Air Force, importante forza aerea europea facente parte della NATO, ha avuto origine nel 1913 a seguito di un Regio Decreto emesso nel 1911, iniziando ad operare con l'addestramento impiegando aerei civili. Gli inizi furono caratterizzati dall'improvvisazione e dalle ristrettezze tipiche degli anni di inizio secolo. Il primo aereo ufficialmente riconosciuto come operativo con la neonata aeronautica militare olandese fu un biplano Farman Brik, operato da un comandante e da altri tre piloti, con base a Soesterberg, ancora oggi importante base della KLU (Koninklijke Luchtmacht). Durante la prima guerra mondiale, con il paese sostanzialmente neutrale, la RNAF procedette con la sua espansione ed aggiornamento acquisendo nuovi velivoli e costruendo nuove basi nel paese, tra le quali Schiphol, attuale sede del più importante scalo commerciale d'Olanda. Gli aerei in dotazione alla RNAF provenivano da fabbricanti diversi e solo al termine della guerra fu possibile, per l'industria locale, progettae e sviluppare aerei nazionali, costruiti da aziende come la Spyker e la Fokker. Con l'avvicinarsi del secodno conflitto mondiale, la forza aerea contava circa 130 aerei da combattimento, chiaramente insufficienti per ostacolare la Luftwaffe tedesca quando Hitler decise l'invasione dei Paesi Bassi. La ricostruzione necessaria dopo la fine della guerra fu un compito enorme. Si cercò, ottimizzando le poche risorse disponibili, di riorganizzare la struttura, privilegiando inizialmente le componenti del trasporto e dell'addestramento, con l'impiego di velivoli forniti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, come i caccia Spitfire ed i bimotori da trasporto Douglas DC-3 Dakota. Solo nel Giugno del 1948, con l'arrivo del primo Gloster Meteor, la RNAF potè creare dei reparti volo capaci per la difesa aerea del paese. Con l'ingresso nella Nato (1949) la forza aerea olandese divenne via via sempre più professionale e solida, inquadrata nella seconda ATAF. A seguito del programma di assistenza militare stipulato con gli Stati Uniti, la componente aerea fu sottoposta a continuo aggiornamento, con l'acquisizione dei principali modelli di aerei da combattimento di costruzione statunitense, quali i caccia North American F-86 Sabre, i caccia-bombardieri Republic F-84 Thunderjet, gli RF-84 Thunderflash da ricognizione e, successivamente, i Lockheed T-33 da addestramento avanzato. Negli anni settanta giunsero i modelli di prossima generazione, quali gli F-104 Starfighter ed i Northrop F-5A Freedom Fighter., mentre gli ormai anziani Dakota furono rimpiazzati dal trasporto indigeno F-27 Friendship, costruito dalla locale Fokker. Anche l'avvento degli elicotteri diede positivo impulso allo sviluppo della forza aerea olandese. Macchine come l'americano Bell UH-1 Iroquoise ed il francese Aerospatiale Aloutte III furono importantissime, impiegate nei più disparati ruoli e rimaste in servizio per molti anni. Oggi, la Royal Netherland Air Force (KLU) può essere considerata una delle più importanti d'Europa, dopo che è stata ringiovanita la flotta degli aerei da combattimento di prima linea, con la radiazione degli esemplari più vecchi ed il completamento del programma di aggiornamento MLU (Mid-life Update) al quale sono stati sottoposti tutti gli F-16 Fighting Falcon rimanenti nell'organico. Con la caduta del Patto di Varsavia e l'ordine socio-politico del mondo cambiato, nuove dottrine sono state adottate. Si è resa così necessaria, per affrontare la nuova tipologia di missioni improntate sul mantenimento dell'ordine, il cosidetto "peace-keeping", l'acquisizione di macchine in grado di "esportare" la capacità di intervento in aree lontane. Sono così entrati in servizio i trimotori da trasporto e rifornimento in volo Douglas (Boeing) KC-10A Extender ed i quadrimotori da trasporto Lockheed C-130 Hercules. Anche la forza aerea basata sull'ala rotante fu modernizzata, con l'acquisto di macchine più capaci come il birotore Boeing CH-47 Chinook, elicottero pesante da trasporto. A questi, seguirono negli anni anche gli Europoter BO-105 ed i caccia-carri McDonnell Douglas AH-64 Apache. Nel 2006 ha avuto luogo una importante riorganizzazione che ha coinvolto tutti i comandi ed i reparti della forza armata, in modo da ottimizzare le sempre più ristrette risorse. Sono stati creati due comandi ben distinti per lo svolgimento dell'attività operativa e la conservazione degli aeromobili; il primo denominato Luchtstrijdkrachten Kommand (Comando dell'Aeronautica Militare) con compiti di organizzazione e pianificazione di tutte le attività operative, addestramento compreso, mentre il secondo, chiamato Comando Organizzativo dei beni della Difesa, ha preso in carico tutti gli aeromobili impiegati dalla forza aerea, con il compito di assicurarne la conservazione ed il mantenimento. Con queste operazione si è inoltre proceduto ad alienare dalla flotta gli aeromobili ritenuti in eccesso, come ulteriore mossa volta al risparmio. Sono così stati ceduti alcune decine di esemplari di F-16, al Cile (ulteriori 18 caccia ceduti nell'Aprile 2009) ed alla Giordania. Originariamente furono costruiti su licenza dalla Fokker olandese 36 F-16B biposto da addestramento e conversione operativa degli equipaggi. Una dozzina sono stati ceduti alla Giordania e sette al Cile dopo essere stati portati allo standard "M-MLU". I rimanenti caccia, per un totale di 90 tra monoposto e biposto, impiegati sia nella difesa aerea che nel bombardamento tattico, sono stati ulteriormente aggiornati. Gli F-16AM olandesi sono inquadrati in sei "squadron" con compiti di difesa aerea ed attacco. Una ventina di F-16 modernizzati sono stati riservati all'impiego in missioni di ricognizione come F-16AM(R), equipaggiati di pod ventrale. La componente elicotteristica ha anch'essa subito un leggero ridimensionamento, ma contemporaneamente sono stati introdotti in servizio nuovi e più moderni modelli di elicotteri, quali gli NH-90 e la versione aggiornata del Chinook, la CH-47F. |