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PANAVIA PA200 TORNADO (Europa)
Caccia-bombardiere multiruolo ognitempo

   

Profilo storico

Veterano delle varie guerre del Golfo contro l'Iraq ed il conflitto dell'Afghanistan, il Tornado (costruito da un consorzio di società aerospaziali europee formato da EADS, British Aerospace e Alenia Aeronautica) è il velivolo d'attacco europeo più avanzato oggi in servizio, in attesa che l'Eurofighter EF2000 Typhoon raggiunga la piena maturità e capacità operativa, in grado di svolgere anche le missioni aria-superficie.
Creato da uno studio-progetto emesso fin dal 1960, con il quale si intendeva dotare la maggior parte delle aeronautiche militari europee di un velivolo da bombardamento multiruolo, il Tornado PA vola per la prima volta il 14 Agosto del 1979 a Manching in Germania. Costruito dal consorzio "joint venture" Panavia, fu sviluppato e costruito (dopo la rinuncia di molti dei paesi europei a dotarsi del nuovo velivoli, visti i considerevoli costi di gestione) come MRCA - Multi Role Combat Aircraft, destinato alle forzee aeree di Gran Bretagna, Germania e Italia, le quali dovevano necessariamente sostituire rispettivamente i vecchi Avro Buccaneer e Lockheed F-104G Starfighter.
La configurazione scelta doveva rispettare le specifiche del progetto che richiedeva ali a geometria variabile, formula bimotore, cockpit biposto in tandem (pilota nel posto anteriore e WSO - Weapon Syustem Officier - in quello posteriore), comandi "fly by wire" e una cellula particolarmente robusta per sopportare le sollecitazioni dei voli a velocità supersonica condotti a bassa e bassissima quota. Il risultato è un velivolo dll'aspetto tozzo, relativamente piccolo e caratterizzato da grosse prese d'aria poste ai fianche della fusoliera e con una deriva verticale imponente.
Il Tornado IDS (Interdition Strike) è una eccellente piattaforme per lo sgancio di molti tipi di arma aria-superficie, comprese le bombe termonucleari B-61 a caduta libera. Il sistema d'arma è basato su di un radar multi-funzione di tipo doppler Texas Instruments con mappatura digitale del terreno GMR (Ground Mapping Radar) . L'apparato comprende anche un TFR (Terrain Following Radar) integrato, per consentire il volo a bassissima quota seguendo in automatico il profilo del terreno, sottolineando così come missione primaria del bombardiere l'attacco condotto in profondità (Deep Strike) a basse quote ed alte velocità, dietro alle linee nemiche. L'impianto propulsivo è formato da due turboreattori RB199 in grado di spingere il velivolo fino a 1.482 km/h a livello del mare. La robustezza della cellula, le ali ad apertura variabile e la dimensione della deriva posteriore, conferiscono eccezionale stabilità e notevole agilità alle alte velocità, raggiunte a bassa quota.
Le prime versioni del Tornado IDS, denominate Gr.Mk1 per il Regno Unito, avevano la possibilità di montare anche un telemetro laser racchiuso in un pod da montare nella parte anteriore della fusoliera proprio sotto il muso dell'aereo. Il bombardiere è inoltre dotato di sonda per il rifornimento in volo. Dopo l'esperienza della Guerra del Golfo nel 1991, si è deciso di dotare il velivolo di un visore FLIR (foward looking infra-red) in grado di dirigere le bombe a guida laser della famiglia Paveway, dando vita così alla versione aggiornata Gr.4 in servizio con la Royal Air Force.
L'aeronautica militare inglese, a metà degli anni settanta, sviluppò il Tornado F.2 ADV (Air Defense Variant) per sostituire nel ruolo di difesa aerea i vecchi Lightning e Phantom. Il Tornado F.2 (poi denominato F.3) mantiene una comunanza di parti con l'IDS di circa l'80%. Nonostante ciò, l'aereo ha incontrato notevoli problemi durante le fasi di sviluppo, a cominciare dall'impianto radar di tipo doppler Marconi/Ferranti Fox-Hunter. L'intercettore Tornado ADV si riconosce per la fusoliera allungata nella parte anteriore, con il radome contenente il radar che risulta più affusolato ed appuntito. Questa variante è stata acquistata anche dall'Italia e dall'Arabia Saudita.
Per la Germania e l'Italia è stata sviluppata anche una nuova versione dedicata alla  guerra elettronica (missioni SEAD - Soppression of Enemy Air Defense) chiamata ECR (Electronic Combat and Reconnaissance). Simile al Tornado IDS, questo velivolo monta i nuovi e più potenti motori RB199 Mk.105, oltre ad una nuova dotazione avionica in grado di svolgere il tipo di missioni previste. In Italia, il Tornado IT-ECR è entrato in servizio nel 1998 con il 50° stormo - 155° gruppo ETS (Pantere Nere), tra i pochi reparti volo europei specializzati nella guerra elettronica.

Note

Versioni prodotte: Tornado IDS - Gr.Mk1 - Gr.Mk1A - Gr.Mk1B - Gr.4 - F.2 ADV - F.3 ADV - ECR - IT-ECR.
Totale esemplari costruiti: 1.030 circa.

Specifiche tecniche: modello PA200 IDS

Dimensioni

Lunghezza mt. 16,17 - Altezza mt. 5,95 - Apertura alare a 25° di freccia mt. 13,90, a 67° mt. 8,60

Pesi

Normale operativo kg. 20.454 - Massimo al decollo kg. 27.272

Impianto propulsivo

Due turbofan con postbruciatore Turbo Union RB.199 Mk.102

Prestazioni

Velocità massima a 11.000 metri di quota, Mach 2, a livello del mare km/h 1.148 - Raggio d'azione da combattimento hi-lo-hi, km 1.400

Armamento

Un cannone Mauser da 27mm, interno - Due missili aria-aria Didewinder AIM 9L - Carico bellico massimo kg 8.180, comprensivo di bombe a caduta libera ed autoguidata, contenitori al napalm, bombe cluster, missili aria-superficie, dispenser per sub-munizioni, ecc.

Paesi utilizzatori

Gran Bretagna - Germania - Italia - Arabia Saudita

TOTALE IMMAGINI: 32

Velivolo da combattimento moderno e potente, il Tornado rappresenta la principale piattaforma aerea da bombardamento delle aeronautiche militari di Germania, Italia e Gran Bretagna. Specificatamente concepito per l'attacco a bassa quota da portare in profondità dietro le linee nemiche, è risultato idoneo a svolgere anche altre tipi di missioni, quali la ricognizione tattica e la guerra elettronica per la soppressione delle difese aeree.
(Foto A. Toresani - Piacenza S.Damiano AB)

Il Tornado è stato sviluppato come aereo da combattimento  multiruolo. Sono state prodotte quindi, alcune varianti per ruoli diversi dal bombardamento a bassa quota: la F-3 ADV da difesa aerea e la ECR da guerra elettronica. Inoltre, per mezzo di pod specifici, vengono svolte missioni da ricognizione tattica. Nella foto, un IDS italiano del 6° stormo mostra il pod laser di acquisizione dei bersagli per le bombe guidate classe Paveway, agganciato al travetto di fusoliera.
(Foto A. Toresani - Payerne 2004)

La Royal Air Force britannica utilizza una flotta di quasi 200 Tornado IDS, quasi tutti già aggiornati allo standard GR.Mk4, con importanti migliorie alla dotazione avionica ed all'equipaggiamento tecnologico di missione.
(Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005)

Le forze aeree che hanno in linea il Tornado, stanno procedendo gradatamente al loro aggiornamento verso lo standard simile a quello identificato dalla RAF inglese come GR.4. La Luftwaffe tedesca (vedi foto) è alle prese con la dismissione degli esemplari più anziani, dopo aver preso in carico i caccia-bombardieri ex- Marineflieger, l'aviazione navale della Germania.
(Foto A. Toresani - ILA Berlin 2004)

La Luftwaffe ha costituito un gruppo appositamente dedicato alle missioni di ricognizione tattica, denominato AKG-51 "Immelman", basato a Schleswig-Jagel, con una dotazione di circa 30 Tornado IDS/Recce. Le missioni di ricognizione vengono effettuate con l'ausilio di un Recce pod dotato di due fotocamere KS153A costruite dalla Zeiss ed un "line-scanner" della Honeywell. Nella foto qui sopra, si vede il pod appeso ad un travetto sotto la fusoliera di un esemplare "tigrato" dell'AG-51 intervenuto al Nato Tiger Meet del 2003.
(Foto A. Toresani - NTM Cambrai 2003)

Il Tornado è un velivolo ben conosciuto, sempre presente alle migliori manifestazioni aeree europee. Al salone aeronautico ILA di Berlino, che si svolge ogni due anni (nelle annate pari), è possibile osservare da vicino numerosi esemplari del caccia-bombardiere. Nella foto, un Tornado IDS tedesco in mostra statica con alcuni tipi di armi che il Tornado è in grado di utilizzare.
(Foto A. Toresani - ILA Berlin 2004)

Dettaglio di un Tornado, sulla parte posteriore di fusoliera. L'aereo è dipinto con una speciale livrea commemorativa.
(Foto A. Toresani - ILA Berlin 2004)

I Tornado IT-ECR italiani sono specializzati nelle missioni SEAD di guerra elettronica. Il velivolo è stato modificato con l'aggiunta di sistemi ELS, FLIR e ARWE, accoppiati al missile anti-radiazioni HARM.
(Foto A. Toresani - Piacenza 2006)

Gli ECR italiani possono montare fino a sei missili Harm. Le missioni vengono condotte solitamente da due coppie di bombardieri
(Foto F. Gualdoni - Piacenza 2006)

La variante da difesa aerea F.3 Tornado ADV, è stata ottenuta allungando la fusoliera nella parte anteriore per consentire l'installazione di un nuovo radar adatto all'intercettazione aerea ed altri apparati avionici. Sviluppato su richiesta della britannica RAF, l'intercettore strategico ogni-tempo serve anche presso la forza aerea saudita.
(Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005)

Anche se non estremamente agile, il Tornado ADV vanta buonissime prestazioni, sia in termini di autonomia che nell'efficienza del combattimento, soprattutto se impiegato per missioni di intercettazione a lungo raggio. Ha manifestato, tuttavia, alcuni problemi di affidabilità per quello che riguarda gli apparati elettronici.
(Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2002)

L'immagine qui sopra mostra l'elegante forma del Tornado ADV. Il dettaglio, mostra l'apertura di sparo del cannoncino Mauser da 27mm, posta all'altezza del carrello anteriore.
(Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005)

In questa immagine, due IDS italiani ripresi in rullaggio, mostrano i due aerofreni posteriori (vedi dettaglio nella foto qui sotto).
(Foto A. Toresani - Memmingen AB)

Tutti i Tornado montano propulsori Turbo Union RB.199, dei quali esistono alcune differenti versioni, con potenze differenti. Il modello Mk.105 equipaggia i Tornado ECR italiani.
(Foto A. Toresani - Piacenza 2006)

Questo particolare di un Tornado ECR italiano del 155° gruppo di Piacenza/San Damiano, mostra l'aerofreno posteriore di destra in posizione estesa.
(Foto A. Toresani - San Damiano AB)

Foto ravvicinata sul probe della sonda di rifornimento in posizione di "riposo".
(Foto A. Toresani - San Damiano AB)

L'arma principale del Tornado IT-ECR è il missile anti-radiazioni HARM, costruito dalla società statunitense Raytheon.
(Foto A. Toresani - SAn Damiano AB)

I Tornado italiani sono frequentatori abituali dei poligoni da esercitazione situati in Sardegna, con base d'appoggio a Cagliari/Decimomannu. Nella foto, un Tornado IDS del 36° stormo di Bari/Gioia del Colle in sosta. Il bombardiere porta ancora la livrea mimetica standard "Nato".
(Foto A. Toresani - Decimomannu AB)

Un Tornado IDS della German Airforce/Luftwaffe, fotografato alla mostra statica di un airshow. Monta un missile Harm ad uno degli agganci di fusoliera.
(Foto F. Gualdoni - Payerne AB)

Vista posteriore di un Tornado ADV inglese, con in primo piano gli scarichi a geometria variabili (necessari con l'utilizzo di un post-bruciatore) dei motori turbofan RB-199.
(Foto A. Toresani - RIAT Fairford 2005)

Altre foto di Tornado:

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